DIECI PICCOLI INDIANI di A. Christie

(brano tratto dal libro "Uno sguardo lungo vent'anni" di Luca Franchelli)

Marco Bazzano : Un esordio rimandato

10 settembre 1992: mentre passeggiamo per via Roma a Cairo Montenotte, Luca Franchelli interrompe la nostra solita discussione sul basket chiedendomi a bruciapelo : - Ti va di recitare?. Sbalordito, chiedo lumi. -Ho fondato una nuova compagnia teatrale a Millesimo - mi risponde - porteremo in scena un giallo di Agatha Christie; pensavo di affidarti il ruolo del giudice. Chi vide quello spettacolo sa come finì la nostra discussione: io non esordii come attore e il povero Franchelli svolse il doppio ruolo di regista - attore. Ho voluto svelare questo episodio per far capire quanto sia legato a questo spettacolo. " Dieci piccoli indiani" è sicuramente l'opera di Agatha Christie più conosciuta dal grande pubblico, merito anche delle numerose trasposizioni cinematografiche e teatrali. Inizialmente, sto parlando del 1999, a "Uno sguardo dal palcoscenico" la scelta di questo lavoro è parsa una soluzione di ripiego, forse perché mai come quell'anno la preparazione dello spettacolo ha incontrato tanti ostacoli, sia nella disponibilità degli attori, sia nella scelta del testo; si era ormai quasi deciso di prendere un anno di "ferie". E' stato allora che prevalse lo spirito di gruppo e la nostra voglia di salire sul palco sempre e comunque. Il ritorno all'ultimo momento di un "grande" quale Giovanni Bortolotti, il reclutamento di tre giovani promesse (Liliana Negro, Laura Bumbaca ed Eleonora Demarziani) e l'acquisto di una attrice esperta (Carla Marcelli) hanno completato il quadro. Che poi non sia stato un ripiego lo si è capito subito dall'impegno profuso da tutti per recuperare il ritardo accumulato. Per fortuna, si è fatto tesoro della precedente esperienza millesimese; due sono i "sopravvissuti" di quello spettacolo: Chiara Grata nel ruolo della dolce ed intraprendente Vera Claythorne, e Luca Franchelli nel ruolo del malefico e ghignante giudice Wargrave ( mai parte fu così felicemente azzeccata ). Lo stesso Franchelli, regista di allora, ha contribuito con preziosi consigli alla caratterizzazione di alcuni personaggi. E' indubbio che gran parte del merito per la riuscita dello spettacolo vada a Silvio Eiraldi, maestro nel creare atmosfere suggestive. In un palcoscenico piccolo e poco profondo è sempre riuscito a trovare spazi virtuali ed ambientazioni credibili. Secondo me soltanto "Camere da letto" risulta superiore a questa realizzazione ma, mentre allora si era fatto un notevole sforzo scenografico, qui sono bastate alcune idee geniali per creare l'atmosfera di un'isola sperduta nel mare: un semplice sistema idraulico per l'effetto "pioggia", uno scheletro in legno ricoperto da panni grigi per l'effetto " scogliera", un riuscito mix fra musica thriller e suoni ambientali, il solito abile gioco di luci. Degli attori, oltre a quelli già citati, come non ricordare Luca "Paperino" D'Angelo nel ruolo del guascone Lombard, Sonia Fraschetti nel ruolo della zitella inacidita Brent, Carla Marcelli in quello della nevrotica dottoressa Armstrong.

 

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