OLTRE IL MURO

il dolore degli esclusi
di Alda Merini
Traduzione:
Regia:

Aldo Meineri

Scene:
con (in ordine alfabetico)

Carla Marcelli, Fausta Odella, Silvio Eiraldi

Luci:
Fonico:
Realizzazione scenica:
Realizzazione scenica:
Quadri di scena:

alla chitarra: Mario Alessi;
audiovisivi: a cura di Lino Genzano;
luci
: Lorena Giunta;
coordinatrice
: Luisa Bobbio

Date delle rappresentazioni svolte :

7 Dicembre 2014 Carcare
5 Febbraio 2015 – Studenti – Cortemilia
26 Febbraio 2015 Cortemilia
4 Marzo 2015 Ceva
15 Maggio 2015 Teatro Città di Cairo Montenotte
22 Gennaio 2016 Alassio
3 Agosto 2016 Calizzano
23 Settembre 2016 Altare
28 Ottobre 2016 Cengio
7 Gennaio 2017 Ceva (Teatro Marenco)
20 Gennaio 2017 Santena

Una produzione:
Trama

“Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi, come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita “
ALDA MERINI nasce nel 1931 a Milano. Della sua infanzia si conosce quel poco che lei stessa scrisse in brevi note autobiografiche; ragazza dal carattere sensibile e malinconico nel 1947 incontra le prime ombre della sua mente e viene internata per un mese in clinica psichiatrica.
Nel 1950 vengono pubblicate sue poesie nell’Antologia della poesia italiana contemporanea, e nel 1951 nella raccolta “Poetesse del novecento”.
In questo periodo frequenta Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Maria Luisa Spaziani.
Si alternano periodi di salute e malattia, probabilmente dovuti alla sindrome bipolare.
Nel 1979 Merini ritorna a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza del manicomio.
Nel 1986 dopo aver sperimentato nuovamente gli orrori dell’Ospedale Psichiatrico, inizia una terapia nuova e riprende a scrivere e pubblica “Diario di una diversa” il suo primo libro in prosa.
Sono questi gli anni fecondi del punto di vista letterario e di conquista di una certa serenità, che la consacrano tra i grandi letterati contemporanei.
Muore il 1° novembre 2009.

Note di regia

Portare in scena un personaggio così letteralmente grande e complesso, non è stato semplice per la nostra compagnia teatrale.
La ricerca dei testi, la divisione dei temi in un complesso produttivo tanto vasto, ci ha portati a percorre un viaggio nello stupore e nel dolore, così lontani dal nostro pensare e vivere quotidiano.
Per gli attori interpretare il tormento della mente di una donna che ha sperimentato l’inferno dell’istituzione manicomiale del tempo, è stato un lavoro fisico di grande impegno ma soprattutto uno sforzo psichico che ha conosciuto diversi momenti di pause riflessive sul testo, con l’intento di riuscire a condurre il pubblico sul cammino poeticamente alto e doloroso dell’autrice.
Quello stesso cammino che abbiamo percorso noi.