Dopo essere scesi con Dante-peccatore nell’imbuto infernale e saliti con Dante-penitente per la montagna del Purgatorio, decolliamo in verticale con Dante-pellegrino/astronauta verso la sede dei beati, degli angeli e di Dio. Non è impegno da poco e Dante stesso, fin dai primi versi, mette in guardia il lettore sulla difficoltà di rappresentazione e comprensione, in termini umani, del Paradiso: “…vidi cose che ridire / né sa né può qual di là su discende” (Canto I° vv. 5-6).
La nostra messinscena cercherà di dimostrare che Paradiso non è poi così ostico e che comunque le supreme pagine di poesia presenti in tutta la cantica, ne fanno il più gran libro della nostra letteratura. A questo fine, nella scelta dei brani – piuttosto brevi ma distribuiti su più canti, con passaggi senza soluzione di continuità, come in un susseguirsi di flash – ho privilegiato innanzi tutto la fruibilità per lo spettatore, che sarà aiutato anche da una breve presentazione iniziale; ho inoltre confermato la scelta intrapresa per la prima volta lo scorso anno (Purgatorio) con grande successo: l’alternanza/dialogo di vari attori nella recitazione di ogni brano, che risulterà quindi più ‘teatralizzato’ e dal ritmo più incalzante. Per quanto concerne il contenuto, la prima parte presenterà gli spiriti incontrati da Dante nelle prime sette sfere; si torna a privilegiare i personaggi (come in Inferno, più che in Purgatorio) senza comunque tralasciare le descrizioni ‘ambientali’. La seconda parte si concentrerà negli ultimi canti (Primo Mobile ed Empireo); in essa predominano le mirabili descrizioni di Dante riguardanti Beatrice, gli angeli, i beati nel loro insieme, Maria Vergine, Dio. L’ultimo canto, con la bellissima preghiera di San Bernardo alla Vergine e la visione della Trinità, sarà proposto quasi nella sua interezza.